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Il comparto immobiliare ha visto un blocco degli acquisti negli ultimi anni molto rilevante. Solamente a partire dal 2014, si è notata l’inversione di marcia di tutto il comparto, dovuta principalmente dalla possibilità delle famiglie di accedere con più facilità ai mutui. Tra la fine del 1998 e la fine del 2006 i prezzi delle abitazioni erano aumentati di oltre il 60%. Ad inizio 2012 sono invece calati e nel biennio hanno toccato fino a -9,5%.

Le previsioni dichiarano come decisivi i prossimi mesi del settore, dove si verificherà la ripresa o meno del settore. Dopo una leggera flessioni, lo stock di abitazioni invendute è ancora molto alto, siamo sulle 200.000 unità. Come il mercato immobiliare anche l’approccio che hanno gli agenti immobiliari alla vendita è decisamente cambiato. Negli ultimi anni si puntato principalmente su siti specializzati e sul portafoglio richieste.

Le meno utilizzate, invece, risultano essere le mail marketing, attività di open house, giornali cartacei e annunci sui quotidiani. La mediazione immobiliare per l’anno 2015 punta completamente al digitale ma per oltre il 65% degli agenti immobiliari, la vetrina su strada continua ad essere il punto di forza.

Le leggi fiscali del 2015 prevedono, per il quarto anno consecutivo, una forte tassazione sull’immobile. Ad aumentare sarà la tassa patrimoniale, il carico fiscale, dato da TASI e IMU sugli immobili per il 2014 è stato di oltre 1 miliardo superiore rispetto a quello dell’IMU 2012.

Le prospettive del mercato in cui operano le agenzie – Le attese degli agenti immobiliari sulle tendenze a breve termine del proprio mercato di riferimento sono decisamente migliorate: il saldo fra attese di miglioramento e di peggioramento nel trimestre in corso si è portato su valori positivi (a 9,1 punti percentuali, da -7,4 della precedente rilevazione), per la prima volta dal I trimestre del 2011. Quello relativo alle attese sui nuovi incarichi a vendere è diminuito (a 14,5 punti percentuali, da 16,9). La quota di operatori che anticipano una diminuzione dei prezzi nel trimestre in corso si è ridimensionata al 42% (dal 58,7% della rilevazione di gennaio), a fronte del deciso rialzo dell’incidenza dei giudizi di stabilità (al 56,1% dal 40,4%).
Le prospettive del mercato nazionale delle compravendite – Il saldo negativo dei giudizi sulle prospettive a breve termine nel mercato nazionale si è notevolmente contratto, a -2,7 punti percentuali, da -23; l’incidenza delle indicazioni di stabilità è aumentata di circa 10 punti percentuali (al 69,9%). In un orizzonte di medio termine (due anni), le attese denotano un marcato ottimismo: l’incidenza delle indicazioni di miglioramento ha segnato, infatti, un nuovo rialzo (al 50,6% dal 44,2% di gennaio), a fronte di un calo di quella relativa alle indicazioni di peggioramento (al 16,2% dal 22,4%).
Per il testo integrale
Supplementi al Bollettino Statistico – Indagini campionarie – Nuova Serie – Anno XXV – 15 Maggio 2015 – Numero 25
Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia – Aprile 2015
https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/sondaggio-abitazioni/2015-sondaggio-abitazioni/suppl_25_15.pdf

Di: Lucilla Scelba
Fonte: www.tecnoborsa.it

Il Centro Studi sull’Economia Immobiliare di Tecnoborsa – Csei, per la sesta volta dal 2005 è tornato a esaminare il mercato immobiliare nelle sei maggiori città italiane – Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo e Genova – e le famiglie che vivono in esse: compravendite e locazioni effettuate e mutui.
Dall’Indagine Tecnoborsa 2015 sulle sei grandi città italiane emerge una lieve ripresa della domanda di immobili per il biennio 2013-2014 rispetto a quello precedente e il mercato, come sempre, è stato trainato dall’acquisto dell’abitazione principale che ha raggiunto il valore più elevato mai riscontrato prima nei dieci anni di rilevazioni Csei. Al secondo posto continuano a figurare le seconde case vacanze, anche se è scesa la quota degli acquirenti, mentre è ripreso il mercato delle case per parenti prossimi ma è calato quello delle case acquistate per investimento.
Nel biennio considerato è cresciuto in modo significativo il numero delle famiglie che sono riuscite a vendere un’abitazione: al primo posto ci sono sempre le abitazioni principali che sono salite di circa 10 punti percentuali, mentre è scesa la quota di chi ha ceduto le seconde case, indipendentemente dall’uso che ne veniva fatto. Anche nell’Indagine 2015 i due motivi principali che hanno spinto le famiglie a vendere una casa di proprietà sono risultati la necessità di sostituire la prima casa o il bisogno di liquidità.
Inoltre, c’è da notare che nel biennio appena trascorso per la prima volta si è raggiunto un punto di equilibrio tra domanda e offerta nelle compravendite e questo ha portato al calo dei prezzi cui si è assistito negli ultimi tempi.
Per quanto riguarda il ricorso a un mutuo o a un finanziamento si è rilevato un incremento delle famiglie che vi hanno fatto ricorso e hanno usufruito di un mutuo/finanziamento prevalentemente coloro che hanno acquistato un’abitazione principale.

Di: Lucilla Scelba
Fonte: www.tecnoborsa.it

La ripresa economica sta prendendo sempre più piede anche nel Lazio. E’ quanto emerge dal rapporto di Bankitalia sede Roma “L’economia del Lazio”. «Nel corso del 2014 – ha dichiarato Paolo Galiani, direttore della sede di Roma della Banca d’Italia – la caduta dei livelli di attività, che ha caratterizzato il biennio precedente, si è arrestata, ma i segnali di una ripresa congiunturale sono ancora deboli».

Nel 2014 i finanziamenti alle imprese nel Lazio, sono aumentati del 1,6%, segnando un punto a favore per le PMI. Nel corso del 2014 è proseguita la fase ciclica negativa del settore delle costruzioni, nonostante ci sia stato un piccolo recupero sul fronte delle compravendite nel mercato immobiliare.

«Il tasso di occupazione – segnala il rapporto – si è portato al 58,8%, tornando ai livelli di tre anni prima, ben al di sotto di quelli pre-crisi». Il comparto degli occupati segna dati positivi grazie agli over 55. L’erogazione di credito alle famiglie, invece, continua a rimanere agli stessi livelli del 2013. In moderata crescita i mutui concessi.

Il Centro Studi sull’Economia Immobiliare di Tecnoborsa – Csei, per la sesta volta dal 2005 è tornato a esaminare il mercato immobiliare nelle sei maggiori città italiane – Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo e Genova – e le famiglie che vivono in esse: compravendite e locazioni previste.
Per quanto riguarda le compravendite future va segnalata da parte delle famiglie una certa cautela, come in passato, nel dichiarare le intenzioni sia ad acquistare che a vendere e, infatti, i valori riscontrati sono sempre stati inferiori a quelli rilevati a posteriori per le transazioni effettuate. Comunque, anche nel prossimo biennio il mercato delle compravendite immobiliari sembra debba mantenere una posizione di equilibrio e la percentuale di famiglie che hanno dichiarato le intenzioni di acquisto uguaglia le intenzioni di vendita.
Come chi ha già comprato una casa, così anche chi pensa di farlo è spinto soprattutto dalla necessità di acquistare un’abitazione principale; sale anche la quota di chi vorrebbe acquistare una seconda casa vacanze o per parenti prossimi, mentre scende quella di chi pensa di prenderne una per investire il proprio patrimonio.
E’ molto alta anche la quota di chi pensa di vendere perché spinto dalla necessità di smobilitare ricchezza, mentre scende la quota di chi vorrebbe cedere un immobile per fare altri investimenti immobiliari; in ogni caso, nessuno ha dichiarato di voler vendere un immobile di proprietà per acquistare una casa vacanze o per fare investimenti finanziari.

Di: Lucilla Scelba
Fonte: www.tecnoborsa.it